Paul Gauguin
C'è un rumore che non ho mai dimenticato: quello di un coltello che incontra un tagliere alle sei del mattino, quando la cucina è ancora vuota e il servizio deve iniziare. È lì, tra i vapori delle prime cotture e la disciplina silenziosa di una brigata, che ho imparato che dietro ogni piatto si nascondono sacrificio, tecnica e rispetto per le persone.
Ho iniziato giovanissimo, nelle cucine di hotel e ristoranti, attraversando i ruoli di commis, chef di partita, sous chef, chef e responsabile del banqueting. Ho vissuto la ristorazione dall'interno, nei suoi ritmi, nelle sue urgenze, nelle sue piccole vittorie quotidiane.
Nel 2003 quel percorso ha trovato una nuova direzione: la formazione. Da allora insegno cucina negli istituti alberghieri — dal 2016 come docente di ruolo — e oggi guido gli studenti dell'I.I.S.S. "Aldo Moro" di Trani nel Laboratorio dei Servizi Enogastronomici, accompagnandoli a scoprire non solo le tecniche, ma il significato culturale della professione. Tutor, orientatore, progettista, formatore: ogni ruolo attraversato in questi anni ha rafforzato una convinzione, che insegnare cucina significhi prima di tutto formare persone.
Parallelamente ho continuato a studiare — pedagogia, didattica, psicologia dell'apprendimento, Scienze dei Beni Enogastronomici — per capire più a fondo il legame tra gastronomia, cultura e identità. Con il tempo ho compreso che la cucina non si racconta soltanto con ricette e tecniche. Ogni piatto custodisce una memoria, ogni ingrediente una storia, ogni gesto una cultura. Da questa convinzione nasce Soul Cooking: non un libro di ricette, ma un progetto culturale che intreccia gastronomia, neuroscienze, memoria ed educazione alimentare, per restituire al cibo il suo significato più autentico — quello di linguaggio universale capace di unire persone, generazioni e culture.
Oggi continuo a insegnare, studiare e scrivere, con la stessa convinzione di sempre: la cucina non è soltanto ciò che mettiamo nel piatto, ma ciò che lasciamo nel cuore delle persone.
Nel corso degli anni ho incontrato chef, docenti, studenti e professionisti che hanno lasciato ciascuno un segno nella mia visione della cucina. Da ognuno ho imparato qualcosa: il rigore di un gesto, lo sguardo oltre il piatto, la generosità di condividere sapere. Sono tappe di un unico cammino, fatto di studio, ascolto e crescita continua.
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